La Bibbia delle Bibbie

All’interno del Museo d’Arte Sacra “Don Roberto Corvini” dell’Abbazia del San Salvatore è custodito il fac simile del Codex Amiatinus detto anche Bibbia Amiatina.

La Bibbia Amiatina è la più antica copia manoscritta al mondo pervenutaci in forma integrale.

Il codice è di spettacolare opulenza, consiste in 1029 fogli di pergamena cui si accompagnano le eccezionali dimensioni di 500 x 335 millimetri, un’elaborata tecnica della pagina, un’esecuzione quanto mai artificiosa della scrittura a opera di sette copisti con illustrazioni di grandioso effetto visivo.

La storia

Tra la primavera e l’estate del 716 Ceolfrith, abate dei monasteri di Wearmouth eJarrow, si metteva in cammino per Roma accompagnato da un folto seguito di monaci.

Non si trattava solo di un pellegrinaggio, portavano infatti in dono al pontefice Gregorio II da poco eletto, un imponente libro, pesantissimo recante l’intera Bibbia.

L’opera era stata eseguita proprio a Wearmouth-Jarrow insieme ad altri due esemplari delle Sacre Scritture da conservare invece nelle rispettive chiese dei monasteri.

Il Signore volle chiamare a sé Ceolfrith lungo il suo cammino, a Langres, poco a nord di Digione, prima dunque che egli giungesse a Roma. Ma i suoi monaci portarono comunque a termine la loro missione: il libro fu donato al pontefice, e rimase custodito per qualche tempo nella basilica di San Pietro.

Quel libro, per vicende che ancora oggi restano dubbie, dalla prima metà del XV secolo aveva trovato dimora nell’Abbazia, prima longobarda e benedettina e poi cistercense, di Abbadia San Salvatore al Monte Amiata.

Il Papa Pio II, soggiornando presso l’Abbazia nell’estate del 1462, potè esaminarlo esclamando: “Cupide vidi” ossia lo guardai con ammirazione, come lui stesso ricorda nei suoi Commentari.

Con la soppressione del monastero per ordine del Granduca Pietro Leopoldo nel 1782, la Bibbia, detta ormai Amiatina, entrò nel 1785 in quella che divenne la sede definitiva, la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.

Nell’estate del 1999 per opera della Società fiorentina “La Meta” è iniziato il lavoro di riproduzione, terminato nell’autunno del 2000.